Il  Marocco in  Breve

La STORIA  

 

La conquista musulmana  

Nella metà del 7° secolo, gli Arabi partono alla conquista del Nord-Africa. La prima incursione sul Marocco ha luogo nel 681. Nel 703, Moussa Ibn Noceir si impadronisce di tutto il Paese.   Egli tenta di sottomettere e di convertire il popolo Berbero. Negli anni 710-713, gli Arabi si spingono fino all’Andalusia, la maggior parte delle truppe sono berbere.  

A metà dell’8° secolo, alcuni movimenti di sommossa sorgono dall’interno delle tribù Berbere. Il Paese uscirà da quella confusione con la fondazione del Regno Idrissid.  

Gli “Idrissid”

Nascita della prima dinastia marocchina

Guerre interminabili di successione costellano la storia dell’Islam. Idris Imo, discendente da Fatima (figlia del Profeta) e da Ali, prende le armi contro l’autorità di Baghdad, diventa poi capo e Imam delle tribù berbere. Quest’alleanza è sigillata dal matrimonio di Idris con una berbera. A quell’epoca il Marocco era separato dall’impero Abbassid.

Idris Imo viene avvelenato dal califfo Haroun Errashid di Baghdad nel 791, suo figlio Idris IIdo viene quindi riconosciuto come il nuovo Re nel 809. Nasce la prima dinastia marocchina.

Idris II estende la sua autorità al Sud e all’Est, con l’intento di unificare quelle regioni. Uno stato organizzato viene quindi creato. Gli scambi commerciali si sviluppano.

Fès diventa il crocevia delle strade del Marocco, e viene promossa come capitale del Paese. È un importante centro intellettuale e religioso.

Dopo la morte di Idris II nel 828, i suoi successori rimettono in causa il suo operato di unificazione.

Dal 11° al 15° secolo  

Sin dall’11° secolo, il Magreb costruisce la propria unità attorno all’Islam. Tre grandi dinastie si succedono e portano in esse l’ambizione di un impero.  

Gli “Almoravid” (1055-1147) :  i conquistatori riformisti

Gli Amoravid discendono dalla tribù dei Sanhagia. Guerrieri religiosi, essi regnano sulle rotte delle carovane del Sahara occidentale e partono alla conquista delle terre fertili del Nord.

Si impadroniscono della metà del Magreb e allargano i confini fino al Senegal. La loro progressione è rapida: presa di Sigilmassa nel 1055, fondazione di Marrakech nel 1062, vittoria del capo Youssef ben Tashfine sul Re di Castiglia in sostegno ai Principi andalusi, in piena riconquista cristiana.

Le loro conquiste conducono all’intensificazione degli scambi commerciali sull’asse Nord-Sud.

Le arti vivono un momento di rinnovamento, legato alle influenze andalusa, marocchina e sahrariana.

I successori hanno delle difficoltà a gestire questo vasto impero, indebolito dalle pressioni esercitate dai cristiani di Spagna e dalle tribù restie.

Gli “Almohad” (1147-1269) : Verso un Magreb unificato e potente  

Oriundi dell’Alto Atlante marocchino, gli Almohad arrivano al potere con Ibn Toumert. Capo letterato, partigiano di una riforma religiosa radicale, intende dare all’Islam un dottrina nuova.    

  Il suo successore, Abd el Moumen si impadronisce di Marrakech nel 1147. Diventa “Commendatore dei credenti”.  

Vero statista, dota il Paese di un’amministrazione, di una rete stradale e di una flotta marittima efficace.  

Ottimo militare, egli conduce la guerra contro la Spagna e unifica l’Africa del Nord che diventa la prima potenza mediterranea su terra e su mare.

Suo nipote, Yacoub el Mancour, fondatore dell’attuale capitale del Regno, Rabat, è il più brillante tra i suoi successori.

La dinastia almohad è all’apogeo della grandezza sin dal 1160, fino al 1215 circa :

islamizzazione profonda, impero pacificato e prospero, periodi di massimo splendore intellettuale (corte brillante, Averoè) ed artistico (costruzione della koutoubia di Marrakech, della Giralda di Siviglia, della Torre Hassan a Rabat…).

Il Dinar Almohad è la valuta di scambio nel Mediterraneo.

La grande potenza almohad è minacciata dalla spinta cristiana in Spagna e dalla perdita di controllo delle rotte del Sahara.  

I “Merinid” (1269-1465) : i grandi costruttori

I Beni Merin (Merinid) sono dei nomadi non sottomessi oriundi degli Alti Piani. Partono alla conquista del potere sin dal 1248, con la presa di Fès, edificano la loro nuova capitale, Fès el-Jeddid (Fès il nuovo) nel 1276. La loro ambizione è di ricostruire l’impero Magrebino.

Le città di Taddla, Sigilmassa, Rabat, Salé cadono una dopo l’altra. La presa di Marrakech, nel 1269, segna l’inizio dell’era Merinid.

Tre grandi sultano hanno contato :

Abou Youssef Yacoub , primo della nuova dinastia, adotta la politica che sarà quella dei suoi successori. Difende i musulmani di Spagna, in piena Inquisizione. Rallenta la progressione dei cristiani verso il sud della Spagna.

Abou El Hassan, detto il Sultano Nero, ricostruisce nel 1347 un impero berbero. Si devono al Sultano Nero alcune bellissime medersas, delle università che sono veri e propri centri intellettuali. Con loro, nasce l’arte ispano-moresco. La medersa “Attarin” di Fès è la più elegante e senza dubbio il monumento merinid più perfetto mai conservato. Grandi costruttori, i Merinid hanno edificato tanti palazzi e fortezze quanti monumenti religiosi.

Abou Inan, suo successore, deve fare fronte alle tribù rivali. Perde alcune parti importanti del territorio.

I Merinides si indeboliscono e la dinastia si esaurisce.  

Gli “Ouattasid” (1465-1549)

  La dinastia degli Ouattasid (1465-1549) succede ai Merinid. Per un secolo, deve fare fronte ad una grave crisi economica e politica, che è esasperata dalle lotte interne. Sin dall’inizio del 15° secolo, i Portoghesi e gli Spagnoli prendono piede sulle coste marocchine. Come reazione, cresce il desiderio di una guerra santa nella mente dei Marocchini.

La salvaguardia dell’Indipendenza

La salvaguardia dell’Indipendenza di fronte agli Europei (dal 15° secolo al 19° secolo)

Per due secoli, dalla metà del 15° secolo alla metà del 16° secolo, il Marocco vive un periodo di agitazioni e di  incertezze. Si tratta tuttavia di un periodo perno e quell’epoca è segnata dallo sviluppo degli scambi marittimi con l’Europa a scapito del commercio saharariano. Il ruolo del Marocco, intermediario tra l’Europa e l’Africa, va regredendosi. Il Paese entra poco a poco in una posizione di ripiego.

I “Saadiìn” (1525-1659): Sovrani di fama internazionale

  I Saadiìn sono oriundi della valle del Souss. Sono chiamati dai marabut delle oasi del sud a guidare la guerra santa contro i Portoghesi i cui consorzi minacciano il commercio tras-sahariano. Prendono Marrakech nel 1525, che torna ad essere la capitale del Paese.

Sotto Mohammed Esheikh, i Saadiìn cacciano i cristiani da Agadir, da Safi e da Azemour, dal 1541. Con l’aureola dell’eroe, il capo saadiano diventa il sultano di tutto il Paese.

Sotto il suo regno, il Marocco resiste all’impero ottomano. Nel 1578, pone un termine alle ambizioni portoghese in Marocco (la “Battaglia dei Tre Re”).

Ahmed el Mansour è un sovrano di fama internazionale. La conquista della strada dell’oro da parte sua garantisce al Paese una ripresa economica importante. Dalle sue spedizioni in Sudan, porta con sé un immenso patrimonio.

Sotto la dinastia saadiana, il Marocco vive un periodo fausto :

rinforzo dell’esercito,

sviluppo dell’artigianato e dell’agricoltura,

crescita del commercio con l’Europa,

avvio di una nuova amministrazione

L’ascensione saadiana è accompagnata da un’opera culturale importante, dalla costruzione di grandi edifici riccamente arredati che vanno moltiplicandosi. Marrakech è oggi il principale depositario dell’arte saadiano.

Gli “Alauiìn”(dal 1659 a oggi): i Fondatori dell’impero dei sceriffi

Discendente da Ali, il genero del Profeta, gli Alauiìn sono gli unici a potere rivendicare l'accesa  al trono, lasciato vacante dai Saadiìn. Oriundi del Tafilalet, ottengono il loro primo successo prendendo il controllo delle vie del commercio nel Sahara.

Guidato dal loro capo Mulay Rashid, prendono Fès nel 1666.

Fratello e successore di Mulay Rashid, Mulay Ismaïl (1672-1727) è il sultano più famoso del Marocco. Il suo prestigio è paragonabile a quello di Luigi XVmo con il quale manteneva dei legami diplomatici.

Costruisce Meknès, capitale della dinastia alaouita.

Il principale obiettivo di Mulay Ismaïl è di ristabilire l’ordine ed d’instaurare l’impero sceriffiano. Lotta contro gli usurpatori, contro le tribù non sottomesse, contro i Turchi e contro i Cristiani. Egli crea un esercito potente composto di discendenti da schiavi neri e da rinnegati.

Fa erigere delle fortezze (80) all’ingresso delle grandi città. Riconquista la maggior parte delle città della costa atlantica che si trovano in mani agli Europei. Il Paese gode quindi del prestigio dovuto alla personalità del suo sovrano. Nel 1718, il sultano taglia con la Francia e con la Spagna. Alla sua morte, subentra il disordine.

Le crisi si susseguono e contribuiscono all’isolamento del Paese.

Ci vorranno 30 anni per vedere il Paese ritrovare la calma. La pacificazione è il merito di Sidi Mohammed Ben Abdallah (1757-1790). Egli fonda Essaouira nel 1765 per controllare ed incoraggiare gli scambi commerciali con l’esterno. E’ il primo capo di stato a riconoscere l’indipendenza degli Stati Uniti.

Nel primo ‘800, sotto il regno di Mulay Sliman, il Marocco si ripiega su stesso. Prima, le crisi per la successione, poi l’interruzione della politica marittima e infine il rallentamento del commercio con l’Europa, ed alcune terribili epidemie (1798-1800) lasciano il Paese esangue.

Il Marocco nel XX° secolo

Nella seconda metà del 19° secolo, le potenze europee affermano sempre di più la loro attrazione per le nuove rotte del Mediterraneo. Il sostegno da parte del Marocco per l’emiro algerino Abd el Kader conduce alla firma del Trattato di Tangeri (1844) poi dell’Accordo di Tetuan (1860), che ufficializzano la sconfitta del Marocco di fronte alle tre potenze occidentali: Spagna, Francia e Gran Bretagna.

Il sultano Mulay Hassan fa leva sulle divergenze d’interessi che oppongono queste tre potenze per salvare l’indipendenza del suo Paese.

L’indipendenza è relativa :

Nel 1880, la conferenza di Madrid sancisce la penetrazione economica delle grandi potenze in Marocco.

Nel 1906, la conferenza di Algesiras pone il Marocco sotto protettorato di alcune potenze, a favore della Francia.

Nel 1907, le truppe francesi sbarcano per la prima volta a Casablanca.

Il 30 marzo 1912, il protettorato francese viene proclamato.

Il Marocco del 20° secolo:Dal Protettorato all’Indipendenza

Il Protettorato della Francia viene esteso alla maggior parte del Paese, la Spagna riceve la regione del nord e l’estremo sud.

L’autorità è nelle mani del Residente-generale Lyautey (1912-1925). Egli si adopera ad ammodernare il paese mantenendo allo stesso tempo la sua identità : costruzione di strade, di ferrovie, di dighe, edificazione di città moderne.

Sin dal 1919, la guerra del Rif (guidata da Abdelkrim El Khattabi) scoppia nella zona spagnola. Le truppe francesi intervengono. La pace verrà ristabilita in quella regione solo prima del 1934.

Nei primi anni ’30, il quadro internazionale (crisi economica, politica coloniale rigida) provoca l’emergenza di una nuova opposizione nazionalistica, che da il via alcuni anni dopo al partito dell’Istiqlal (indipendenza).

Il sultano Mohammed V, accusato di simpatia per i nazionalisti, viene condannato all’esilio nel 1953. La resistenza del popolo marocchino è tale che Parigi è costretta ad autorizzare il rientro del sultano nel 1955.  

Il 2 marzo 1956 viene proclamata l’indipendenza del Marocco.

Il Marocco del XX° secolo: Dall’indipendenza ad oggi

  Nonostante una congiuntura difficile, fu SM il Re Mohammed V intraprende un ambizioso programma di rinnovazione del giovane Stato marocchino :

Scolarizzazione,

Energia,

Sviluppo dell’industria turistica,

Sviluppo dell’impiego,

Creazione di un esercito,

Adesione alla Lega Araba.

Il 3 Marzo 1961, il giovane fu SM Hassan II succede al padre deceduto il 26 Febbraio.

Con il Dahir del 2 Giugno 1961, l’Impero Sceriffiano diventa un “Regno arabo e musulmano”.

Determinato a proseguire l’opera di ammodernamento del Marocco, fu SM il Re Hassan II è incitato a proclamare lo Stato d’emergenza il 7 Giugno 1965 fino alla promulgazione nel 1972, della nuova Costituzione.

Gli anni ‘70 sono tuttavia anni difficili: due tentativi di colpo di stato nel Luglio 1971 e nell’Agosto 1972.

La questione del Sahara marocchino lega il popolo marocchino al suo monarca e alle istituzioni:

Fu SM Hassan II organizza una “Marcia Verde” il 6 Novembre 1975. 530.000 persone varcano pacificamente i confini con l’ex Sahara Spagnolo.  

Gli anni ’90 sanciscono alcune tappe importanti in vista di una messa a livello sui piani politico ed economico:

1992, adozione di una nuova Costituzione;

1994, negoziati tra il Marocco e l’Unione Europea, in vista di un accordo di partnership;

13 Settembre 1996, adozione con referendum della nuova Costituzione che rafforza i poteri del Parlamento e crea una seconda camera, la “Camera dei Consiglieri”.

23 luglio 1999 : SM il Re Hassan II muore.

Il Principe erede Sidi Mohammed, suo figlio, è intronizzato Mohammed VI (36 anni), il giorno stesso.