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Il Marocco in Breve |
Si tratta di un campo dove il governo può andare fiero dei suoi successi innegabili. Infatti, il governo ha esercitato su tutti i fronti una intensa attività diplomatica, con come principali obiettivi il consolidamento delle relazioni politiche ed economiche con i partner tradizionali del nostro paese (gli Stati membri dell’UE, la Commissione Europea, gli USA, il Canada) ma anche e soprattutto la diversificazione delle nostre relazioni con altri paesi ed aree importanti del pianeta, in particolare i paesi dell’Europa Centrale ed Orientale (PECO) membri della Zona centro-europea di libero scambio. Si tratta anche dei paesi asiatici, tale la Cina, l’India e il Giappone ed in particolare, dei paesi del continente africano. Il Primo Ministro si è anche impegnato per consolidare le nostre relazioni con i paesi arabi: Tunisia, Libia, Giordania, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti…
Quando il Marocco diventa
indipendente nel 1956, il mondo si trova in piena guerra fredda. Come le altre
nuove nazioni, opta per il non allineamento, convinto che sia l’unica politica
che possa garantire la sua indipendenza politica ma anche economica. Aderisce
rapidamente alle Nazioni Unite, considerando che sono un mezzo di protezione
privilegiato delle nazioni deboli, e partecipa alla fondazione del movimento dei
non allineati a Belgrado.
- Il Marocco
aderisce alla Lega araba nel 1958
- Egli afferma
con decisione la sua appartenenza al mondo arabo duranti i vertici del 1965 e
del 1969
- Durante la
guerre di ottobre, nel 1973, invia truppe nel Sinai (Egitto)e nel Golan (Siria)
- Grazie
agli sforzi del defunto Re SM. Hassan II, il vertice arabo di Rabat nel 1974
riconosce l’OLP come l’unico rappresentante del popolo palestinese
-
Il vertice di Fez nel 1982 apre la strada a una risoluzione pacifica del
conflitto arabo-israeliano.
La vocazione islamica è un
prolungamento naturale della vocazione araba del Marocco. Il defunto Re SM.
Hassan II ebbe un ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo del
movimento di solidarietà islamico. Il suo titolo di Amir Al Mouminim (Guida dei
credenti) lo designava in modo particolare per ricoprire questo ruolo. Così
convocò, sotto la sua presidenza, la prima Conferenza islamica a Rabat nel
1969.
Il Marocco afferma
brillantemente questa vocazione – molto antica – convocando il Vertice di
Casablanca nel 1960. Fu allora uno degli appoggi più solidi per i movimenti di
liberazione dell’Africa australe.
Interviene militarmente
nello Zaire, nel 1978 e nel 1979, su richiesta del governo del Presidente Mobutu
per aiutare l’integrità dell’unità territoriale di questo Paese.
Nonostante lasci l’OUA
quando quest’ultima riconosce la presunta “Repubblica araba saharawi
democratica”, il Marocco continua ad intrattenere una stretta cooperazione con
numerosi Stati africani.
Il trattato di Marrakech
–firmato il 17 febbraio 1989 dal Marocco, dall’Algeria, dalla Tunisia, dalla
Libia e dalla Mauritania – suscita un’immensa speranza tra i popoli della
regione. Ma, la nuova organizzazione, battezzata Unione del Maghreb Arabo (UMA),
dovrà superare il quadro formale per diventare una realtà che, a termine, sia
indispensabile.
Questa vocazione risulta
sia dalla posizione geografica del Marocco, dalla sua economia e dalla sua
storia, sia dalla sua adesione ai valori umanistici del progresso, della ragione
e della tolleranza nati nell’Andalusia araba e che l’Europa fece poi suoi.
Dopo il trattato di Roma
nel 1957 e l’accordo di cooperazione nel 1976, il Marocco è tra i primi paesi
del Sud a firmare un accordo di associazione con l’Unione Europea il cui
elemento essenziale è la creazione per tappe di una zona di libero scambio. La
realizzazione di questa zona dovrà essere compiuta prima del 2012. La
Conferenza di Barcellona dei paesi rivieraschi del Mediterraneo ne aveva
definito le basi culturali e politiche.
Nell’ambito della sua
politica di diversificazione degli scambi commerciali, il Marocco ha firmato con
i 4 paesi dell’AELE (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein, Islanda) nel giugno
1997 a Ginevra, un accordo per l’istituzione di una zona di libero scambio.
Detto accordo è entrato in
vigore dal 1mo dicembre 1999, dopo la sua ratifica dai Parlamenti dei quattro
paesi dell’AELE e quello del Marocco.
L’accordo che pone i
rapporti tra il Marocco e i paesi dell’AELE in un quadro conforme alle
disposizioni dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (articolo 24)
consente di rafforzare e di approfondire i rapporti commerciali con paesi che il
Marocco considera come strategici.
Le disposizioni
dell’accordo si ispirano essenzialmente alle disposizioni dell’accordo di
associazione Marocco-UE, vale a dire uno smantellamento tariffario graduale dei
prodotti industriali da parte del Marocco su un periodo transitorio di 12 anni,
in cambio di una apertura immediata del mercato dell’AELE.
Per l’aspetto agricolo,
le concessioni fatte per ognuno dei paesi della zona sono state globalmente
positive. Delle negoziazioni sono previste per definire ulteriori misure
di liberalizzazione.