Il  Marocco in  Breve

Il Marocco e il mondo

   

Politica estera

Dinamismo della diplomazia

   Si tratta di un campo dove il governo può andare fiero dei suoi successi innegabili. Infatti, il governo ha esercitato su tutti i fronti una intensa attività diplomatica, con come principali obiettivi il consolidamento delle relazioni politiche ed economiche con i partner tradizionali del nostro paese (gli Stati membri dell’UE, la Commissione Europea, gli USA, il Canada) ma anche e soprattutto la diversificazione delle nostre relazioni con altri paesi ed aree importanti del pianeta, in particolare i paesi dell’Europa Centrale ed Orientale (PECO) membri della Zona centro-europea  di libero scambio. Si tratta anche dei paesi asiatici, tale la Cina, l’India e il Giappone ed in particolare, dei paesi del continente africano. Il Primo Ministro si è anche impegnato  per consolidare le nostre relazioni con i paesi arabi: Tunisia, Libia, Giordania, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti…

  In occasione dei suoi viaggi all’estero, il Primo Ministro si è fatto accompagnare da rappresentanti delle Camere di categoria, da organizzazioni di imprenditori e da operatori economici.

  Queste visite hanno consentito non soltanto di riattivare e di dinamizzare le Commissioni Miste istituite con i paesi amici, ma anche di giungere alla firma di una notevole serie di accordi ed alla conclusione di rapporti di partenariato reciprocamente benefici.

  Un crocevia strategico

  La politica straniera fa parte di un campo riservato a S.M. il Re. Dalla conquista araba della Spagna, alla Seconda Guerra Mondiale ed al conflitto israelo-arabo, il Marocco ha costantemente avuto un ruolo internazionale sovra-dimensionato rispetto alla sua estensione. Lo deve sia alla sua posizione geostrategica di bivio sia al volontarismo di alcuni dei suoi sovrani come il defunto Re SM. Hassan II.

Quando il Marocco diventa indipendente nel 1956, il mondo si trova in piena guerra fredda. Come le altre nuove nazioni, opta per il non allineamento, convinto che sia l’unica politica che possa garantire la sua indipendenza politica ma anche economica. Aderisce rapidamente alle Nazioni Unite, considerando che sono un mezzo di protezione privilegiato delle nazioni deboli, e partecipa alla fondazione del movimento dei non allineati  a Belgrado.

  Uno scorcio storico

  Dopo l’indipendenza dell’Algeria e l’inizio di evacuazione delle basi stranieri, francesi ed americane situate sul suo territorio, il non-allineamento marocchino è caratterizzato da relazioni privilegiate con l’Occidente, fatta eccezione del breve periodo che ha seguito la rottura delle relazioni diplomatiche con la Francia, nel 1965, a seguito dell’affare Ben Barka. Questo è il risultato senza dubbio dell’esistenza di valori comuni che lo accomunano con l’Occidente e le nazioni arabe e africane considerati all’epoca come moderati.

  A partire dal 1975, la questione del Sahara diventa il cardine della politica estera del Marocco.

  Oggi, se l’ancoraggio all’Europa è la priorità strategica del Regno, Il Marocco continua ad coltivare i suoi rapporti privilegiati con gli Stati Uniti grazie in particolare al ruolo che riveste nel Medio Oriente e alle sue amicizie tradizionali con molti paesi africani. Si può dunque dire che il Marocco ha una quintupla vocazione araba, islamica, africana, maghrebina ed euro-mediterranea.

Vocazione araba

  Proclamata dalla Costituzione del 1961, la vocazione araba si traduce con una solidarietà totale, nel caso militare, con il mondo arabo che legittima i suoi sforzi a favore della pace. Ecco alcuni punti di riferimenti:

-   Il Marocco aderisce alla Lega araba nel 1958

-   Egli afferma con decisione la sua appartenenza al mondo arabo duranti i vertici del 1965 e del 1969

-   Durante la guerre di ottobre, nel 1973, invia truppe nel Sinai (Egitto)e nel Golan (Siria)

-    Grazie agli sforzi del defunto Re SM. Hassan II, il vertice arabo di Rabat nel 1974 riconosce l’OLP come l’unico rappresentante del popolo palestinese

-     Il vertice di Fez nel 1982 apre la strada a una risoluzione pacifica del conflitto arabo-israeliano.

  Peraltro, durante gli anni ’80 il Marocco ricopre un ruolo attivo, qualche volta  apertamente, qualche volta in modo discreto, per aiutare i protagonisti del dramma mediorientale a dialogare. Gli accordi di Camp Davi ed in particolare quelli tra Israeliani e Palestinesi devono molto al defunto Re SM. Hassan II.

Vocazione islamica

La vocazione islamica è un prolungamento naturale della vocazione araba del Marocco. Il defunto Re SM. Hassan II ebbe un ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo del movimento di solidarietà islamico. Il suo titolo di Amir Al Mouminim (Guida dei credenti) lo designava in modo particolare per ricoprire questo ruolo. Così convocò, sotto la sua presidenza, la prima Conferenza islamica a Rabat nel 1969.

  Il movimento islamico si prefigge, in particolare, due obiettivi: la liberazione di Al Qods (Gerusalemme) – SM il Re era il presidente del Comitato di liberazione della città santa – e l’avvento di un ordine economico mondiale più equo.  

Vocazione africana

Il Marocco afferma brillantemente questa vocazione – molto antica – convocando il Vertice di Casablanca nel 1960. Fu allora uno degli appoggi più solidi per i movimenti di liberazione dell’Africa australe.

Interviene militarmente nello Zaire, nel 1978 e nel 1979, su richiesta del governo del Presidente Mobutu per aiutare l’integrità dell’unità territoriale di questo Paese.

Nonostante lasci l’OUA quando quest’ultima riconosce la presunta “Repubblica araba saharawi democratica”, il Marocco continua ad intrattenere una stretta cooperazione con numerosi Stati africani.

Vocazione maghrebina

Il trattato di Marrakech –firmato il 17 febbraio 1989 dal Marocco, dall’Algeria, dalla Tunisia, dalla Libia e dalla Mauritania – suscita un’immensa speranza tra i popoli della regione. Ma, la nuova organizzazione, battezzata Unione del Maghreb Arabo (UMA), dovrà superare il quadro formale per diventare una realtà che, a termine, sia indispensabile.

Vocazione euro-mediterranea

Questa vocazione risulta sia dalla posizione geografica del Marocco, dalla sua economia e dalla sua storia, sia dalla sua adesione ai valori umanistici del progresso, della ragione e della tolleranza nati nell’Andalusia araba e che l’Europa fece poi suoi.

Dopo il trattato di Roma nel 1957 e l’accordo di cooperazione nel 1976, il Marocco è tra i primi paesi del Sud a firmare un accordo di associazione con l’Unione Europea il cui elemento essenziale è la creazione per tappe di una zona di libero scambio. La realizzazione di questa zona dovrà essere compiuta prima del 2012. La Conferenza di Barcellona dei paesi rivieraschi del Mediterraneo ne aveva definito le basi culturali e politiche.  

Accordo di associazione Marocco-AELE

Nell’ambito della sua politica di diversificazione degli scambi commerciali, il Marocco ha firmato con i 4 paesi dell’AELE (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein, Islanda) nel giugno 1997 a Ginevra, un accordo per l’istituzione di una zona di libero scambio.

Detto accordo è entrato in vigore dal 1mo dicembre 1999, dopo la sua ratifica dai Parlamenti dei quattro paesi dell’AELE e quello del Marocco.  

L’accordo che pone i rapporti tra il Marocco e i paesi dell’AELE in un quadro conforme alle disposizioni dell’Organizzazione Mondiale del Commercio  (articolo 24) consente di rafforzare e di approfondire i rapporti commerciali con paesi che il Marocco considera come strategici.  

Le disposizioni dell’accordo si ispirano essenzialmente alle disposizioni dell’accordo di associazione Marocco-UE, vale a dire uno smantellamento tariffario graduale dei prodotti industriali da parte del Marocco su un periodo transitorio di 12 anni, in cambio di una apertura immediata del mercato dell’AELE.  

Per l’aspetto agricolo, le concessioni fatte per ognuno dei paesi della zona sono state globalmente positive. Delle negoziazioni sono previste per definire  ulteriori misure di liberalizzazione.  

Accordo di associazione Marocco-UE

  Il processo di ratificazione dell’accordo di associazione con l’Unione Europea è entrato in vigore nel marzo 2000 e gli organismi previsti da tale accordo sono già operativi. La prima riunione del Consiglio d'associazione ha avuto luogo il 9 ottobre 2001 a Lussemburgo. La seconda è già stata fissata per il 09 ottobre 2001 a Lussemburgo. La prima riunione del comitato d'associazione si à svolta a Rabat il 6 febbraio. Sono stati previsti sei gruppi di lavoro che hanno cominciato a riunirsi a Rabat o a Bruxelles.

  Il nuovo quadro delle relazioni euro-marocchine non è un semplice accordo di classica cooperazione commerciale. Basa la nostra associazione sul rispetto delle libertà, dei principi democratici e dei valori universali dei diritti umani. E’, a questo titolo, fondamentalmente politico.

  Per quanto riguarda gli scambi commerciali, l’elemento fondamentale dell’accordo consiste nell’instaurazione graduale di una zona di libero scambio entro il 2012. Ha per obiettivo la reciproca liberalizzazione degli scambi tra il Marocco e gli Stati membri dell’UE. Porterà certamente delle modifiche profonde all’economia marocchina consentendole di aumentare le sue esportazioni e di sviluppare i flussi finanziari nonché il commercio dei prodotti e dei servizi.